Divieto di blocco geografico

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Revisione della legge Divieto di blocco geografico

Pubblicato l’8 marzo 2022 da Lukas Fässler, avvocato ed esperto di informatica, FSDZ Rechtsanwälte & Notariat AG, Baar

Dal 1º gennaio 2022 è in vigore nel diritto svizzero un divieto di blocco geografico (chiamato anche discriminazione geografica). Di conseguenza, i clienti svizzeri godranno in linea di principio degli stessi diritti negli shop online stranieri dei clienti del rispettivo paese.

Il blocco geografico prevede che i clienti che vogliono acquistare prodotti o servizi online siano trattati diversamente o esclusi da certe offerte a causa della loro nazionalità, luogo di residenza o luogo di dimora. La localizzazione degli utenti di internet avviene tramite l’indirizzo IP del paese d’origine.

Mentre nell’Unione europea (UE) da dicembre 2018 sono in vigore norme dettagliate per impedire il blocco geografico ingiustificato su internet, il diritto svizzero non prevedeva finora un divieto corrispondente. Ciò è cambiato con il nuovo regolamento adottato nell’art. 3a della Legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI). La nuova disposizione ha lo scopo di proteggere i clienti svizzeri dalla disparità di trattamento tramite le seguenti misure.

  • In futuro, le imprese nazionali e soprattutto straniere sottostaranno al divieto di reindirizzare i consumatori da un portale straniero a un sito svizzero con prezzi spesso molto più alti o di bloccare loro l’accesso a un negozio online.
  • In linea di principio, la clientela svizzera non può più essere discriminata in termini di prezzi o di mezzi di pagamento. Il pagamento deve essere possibile anche contro fattura o con le carte di credito più diffuse in Svizzera.
  • I clienti svizzeri devono anche essere in grado di ordinare da un sito web straniero. Non è ancora obbligatorio per uno shop online straniero offrire la consegna in Svizzera. Tuttavia, il commerciante online estero è obbligato a consegnare la merce anche a un cliente svizzero a un indirizzo nel rispettivo paese, ad es. in un punto vicino al confine per il ritiro. In quest’ottica diversi fornitori inoltrano già i pacchi in Svizzera.
  • Se l’impresa straniera consegna in Svizzera, non può applicare una maggiorazione di prezzo sulla merce rispetto all’estero senza una giustificazione oggettiva. Sono ammessi, invece, i supplementi di prezzo dovuti a spese di spedizione e di sdoganamento più elevate.

L’art. 3a cpv. 2 LCSI prevede numerose eccezioni al divieto di blocco geografico. Queste includono ad es. servizi nel settore finanziario e sanitario o servizi audiovisivi come il servizio di streaming Netflix.

La responsabilità per l’applicazione del nuovo divieto di blocco geografico ricade esclusivamente sui tribunali civili. Nella misura in cui i clienti non sono in grado di acquistare beni a condizioni non discriminatorie senza una ragione oggettiva, il commerciante online straniero si troverà in violazione della LCSI e sarà perseguito legalmente in Svizzera. Di conseguenza, un singolo cliente svizzero dovrebbe intentare una causa e assumersi autonomamente il rischio delle spese di tale procedimento legale (ad es. le spese processuali e gli onorari degli avvocati se la causa venisse respinta). Potenziali violazioni possono anche essere segnalate alle associazioni di tutela dei consumatori o alla Commissione della Concorrenza (COMCO). Occorre quindi valutare caso per caso quale sia il percorso più efficace.

Grazie al divieto di blocco geografico, i clienti svizzeri possono ora confrontare i prezzi di beni e servizi a livello internazionale e beneficiare di condizioni più favorevoli.

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Lukas Fässler

Avvocato ed esperto di informatica, FSDZ Rechtsanwälte & Notariat AG, Baar

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